INTER - CHIEVO: DIARIO DI BORDO
Riceviamo e volentieri pubblichiamo:
Con la semplice consegna di un attestato viene celebrato, da qualche anno a questa parte, il battesimo dell’aria, il primo volo della vita.
Per qualche giorno quel rettangolo di carta rimarrà appeso al muro della “cameretta” (si chiama ancora così!?) e mostrato con orgoglio agli amici, ai nonni e agli zii.
Credo che la stessa cosa si possa immaginare per chi vene San Siro per la prima volta; solo che al ritorno a casa rimarrà nei nostri ragazzi soprattutto la suggestione e l’energia che hanno restituito ai loro occhi gli striscioni dai nomi più evocativi e fantasiosi – Templari, Bulldogs Viking, Pitbull, Boys, gli enormi bandieroni sventolati al cielo, le file e file di sciarpe nerazzurre tenute in alto da migliaia di tifosi e un prato così verde come non si riesce a vedere da nessun’altra parte.
E, infine, i nostri amati giocatori; fino a ieri figurine di carta da incollare all’album, nomi da scambiare nel fantacalcio, ammirati alla tele o ascoltati per radio con papà (e a volte, anche con mamma …) : eccoli qui, oggi, davanti a loro!Stasera i trenta ragazzini che con quaranta adulti hanno partecipato a Inter – Chievo si porteranno a casa la suggestione di tutto questo.
Oltre alla partita vinta con merito.
Oltre alla sfilata di centinaia di altri ragazzini che con le insegne della Scuola Calcio dell’Inter hanno dato bella mostra di loro.
Oltre alle note del nostro inno, che ti fanno venir voglia di ballare.
San Siro è stato perfetto, per loro: un vero battesimo del calcio.
Grazie a Luca (anche per queste righe), Cinzia, Gianluca, Stefano, David, Michela, Ciro, Edoardo e a tutti quelli che hanno partecipato a questa iniziativa.
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